Un paziente è ipocondriaco se continua a male interpretare alcune sensazioni corporee nonostante abbia ricevuto rassicurazioni mediche pertinenti, valide e ben fondate e nonostante abbia le capacità intellettive per poter compiere le inferenze opportune da tali informazioni.

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    Che cos'è

    L’Ipocondria è un disturbo caratterizzato dalla credenza di soffrire di una malattia, in assenza di nessuna prova medica che possa confermarlo. Soffrire di Ipocondria si traduce in una costante preoccupazione rispetto al proprio stato di salute, rispetto all’idea di aver contratto una malattia grave o pericolosa che non è stata ancora diagnosticato. La preoccupazione provoca un’ansia significativa che perdura per mesi o più, anche se non vi è alcuna evidenza medica.

    Pur precisando che provare ansia per la propria salute in alcuni casi è naturale, l’ipocondria ha un andamento cronico quindi invalidante e può causare problemi con il lavoro, le relazioni o in altre aree della vita di chi ne soffre.

    Anche se l’ipocondria è una malattia a lungo termine, alcuni trattamenti come la consulenza specialistica possono contribuire a risolvere il problema.

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    Come si manifesta ?

    E’ osservazione comune che i pazienti ipocondriaci abbiano un’immagine di sé caratterizzata dalla assunzione di essere delle persone fragili, vulnerabili, deboli, facili alle malattie. Tale credenza è piuttosto generale e globale, ma costituisce uno dei perni intorno al quale si costruisce il senso della propria identità.
    Nell’ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la respirazione); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. piccole ferite o una saltuaria allergia); oppure sensazioni fisiche indistinte o confuse (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”).
    La persona attribuisce questi sintomi o segni alla malattia sospettata ed è molto preoccupata per il loro significato e per la loro causa. Le preoccupazioni possono riguardare numerosi apparati, in momenti diversi o simultaneamente.
    In alternativa ci può essere preoccupazione per un organo specifico o per una singola malattia (per es. la paura di avere una malattia cardiaca).
    I soggetti con l’ipocondria possono allarmarsi se leggono o sentono parlare di una malattia, se vengono a sapere che qualcuno si è ammalato, o a causa di osservazioni, sensazioni, o eventi che riguardano il loro corpo.
    La preoccupazione riguardante le malattie temute spesso diviene per il soggetto un elemento centrale della immagine di sé, un argomento abituale di conversazione, e un modo di rispondere agli stress della vita.

    I sintomi dell’Ipocondria includono quindi:

    • paura intensa di avere una grave malattia
    • preoccuparsi costantemente di lievi segnali corporei come prova di soffrire di una malattia grave
    • ripetere numerosi esami medici
    • cambiare spesso parere medico
    • parlare insistentemente di sintomi o malattie sospette con la famiglia e gli amici
    • compiere serrate ricerche sanitarie
    • controllare spesso il proprio corpo
    • controllare spesso i segni vitali, come il battito cardiaco o la pressione sanguigna
    • pensare di avere una malattia dopo aver letto o sentito parlare di questa
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    Soffro di Ipocondria ?

    Non tutti coloro che si preoccupano della propria salute soffrono di ipocondria.
    Percepire sintomi corporei senza una precisa diagnosi medica può provocare ansia.
    In alcuni casi, una seconda opinione è funzionale e salutare.
    Tuttavia, al giorno d’oggi è diventato più facile cercare informazioni sulla salute su Internet ed avere facile accesso alle informazioni su ogni malattia possibile può avere come unico scopo l’aumento dell’ansia.
    Chiaramente, non si intende affermare che informarsi circa la propria salute si una cosa sbagliata, anzi riflette la cura di se stessi. Tuttavia, si può aver attraversato la linea dell’ipocondria, se siete consumati da l’idea di avere una grave malattia, nonostante le rassicurazioni mediche del caso.

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    Causa ed effetti dell’Ipocondria

    Essa si forma nella prima infanzia nell’ambito delle relazioni con le figure significative di riferimento: spesso la figura d’attaccamento rispecchia tale immagine di debolezza in modo sistematico, ripetitivo, sia con messaggi espliciti che con atteggiamenti iperprotettivi.
    Va anche considerato che di solito le figure affettivamente significative nella vita adulta del paziente ipocondriaco confermano questa immagine.

    L’immagine di debolezza che il paziente ipocondriaco tende ad avere di se stesso ha diverse sfumature. E’ non solo debolezza sul piano fisico, intesa come vulnerabilità alle malattie e come facile stancabilità, ma è anche debolezza sul piano psicologico intesa come tendenza a provare emozioni esagerate, ad avere difficoltà nel controllarle e dunque a poterne essere sopraffatti e impazzire.
    Tre scopi sono abitualmente coinvolti nei problemi ipocondriaci:

    • lo scopo di non essere malati
    • lo scopo di non essere persone deboli e, connesso a questo, anche di non essere esageratamente ansiosi
    • lo scopo di rispettare una regola di prudenza e perciò di essere all’altezza delle proprie responsabilità
    Molto spesso, almeno in tutti i pazienti ipocondriaci con capacità critica, la preoccupazione ipocondriaca è considerata dai soggetti stessi una reazione esagerata che proprio perché tale compromette lo scopo di “non essere deboli” poiché facilmente suggestionabili, troppo emotivi, non pacati.

    Le cause dell’Ipocondria vanno ricercate in alcune esperienze legate allo stato di salute che possono portare a:

    • aumentare la sensibilità verso le sensazioni corporee
    • interpretare in maniera errata i sintomi corporei
    Entrambi gli elementi contribuiscono a far aumentare l’ansia e la costante preoccupazione rispetto a soffrire di una malattia, costringendo la persona che soffre del disturbo in un circolo vizioso di monitoraggio, preoccupazione ed ansia costanti.
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    Effetti

    Gli effetti dell’Ipocondria sulla vita delle persone possono essere particolarmente invalidanti, riguardando diverse sfere:
    • lavorativa (lunghe assenza dal lavoro per esami o periodi di malattia)
    • familiare (es. tensioni causate dalle frequenti richieste di essere accompagnati dal medico)
    • sociale (es. riduzione delle relazioni a causa delle preoccupazioni) della persona che ne soffre
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    Cura e trattamento: come guarire dall’Ipocondria

    l soggetto ipocondriaco è intrappolato in una spirale viziosa che non solo rende vani i tentativi di rassicurazione e le valutazioni critiche che esso rivolge alla propria condizione, ma, in più, si nutre di tali tentativi e valutazioni.
    I tentativi di rassicurazione autonomi (autoesami, ricerche di informazioni su internet, ecc.) ed eteronomi (pareri continui chiesti ai familiari, visite mediche, esami specialistici, ecc.) solitamente non funzionano o funzionano solo temporaneamente e soprattutto in molti casi inaspriscono i timori ipocondriaci (un’espressione incerta del medico farà sorgere nuovi dubbi, un valore ematico anomalo rafforzerà la convinzione di essere gravemente malati, ecc.).
    L’intervento psicoterapeutico dovrà perciò avere tra i suoi obiettivi principali quello di individuare e interrompere le spirali viziose.

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